TERZA PAGINA n° 117

Stimolati, in senso positivo, dall’immagine gioiosa di Janiva Magness che ci aveva contagiati nella copertina dello scorso numero, abbiamo deciso di esordire in maniera diversa. Nel nostro infinito viaggiare alla ricerca del Blues perduto, fisicamente  o meno questo è da vedere, c’è sempre il momento del ritorno a casa. Ed è qui che tutto si placa. Le emozioni decantano, e da testimonianze di episodi travolgenti, ma spesso epidermici, alcuni diventano ricordi indelebili. E siccome è proprio perchè vogliamo lasciare spazio ai ricordi, affinché diventino nuovamente incentivi per nuove avventure, che abbiamo dedicato la copertina ad una città che può essere assunta, a suo modo, a simbolo della nostra musica: Memphis, Tennessee. Infatti se evitate accuratamente i luoghi più trendy e modaioli, affidandovi al vostro istinto, qui, crocevia di infinite realtà, potete trovare ancora tracce abbastanza genuine di quel blues e dei suoi dintorni di cui vi parlammo, parliamo e, speriamo, parleremo. Nei suoi riguardi ascolterete, rispettivamente, le voci di David Evans che in prima persona vi narrerà dei suoi trascorsi come musicologo e musicista, a cui faranno seguito le considerazioni di Fog e Marco Denti per una retrospettiva musical-culturale. Se musica solo per turisti sembrerebbe invece quella che Philippe Pretet vi propone dalla Windy City, muovendosi tra la bellezza da cartolina del Grant Park ed il profilo della Sears Tower, ecco che quando scivola lungo i vicoli meno rassicuranti della South Side riacquista la sua dimensione umana, sociale e perché no insidiosa. Ma per fuggire dagli ambienti troppo affollati, vi conduciamo questa volta a New York alla sede della Association For Cultural Equity, nei cui locali sono ospitati gli Alan Lomax Archives, il tutto per un tuffo in una realtà che, in un mondo ipervelocizzato come il nostro, potrebbe apparire aliena, ma che in effetti racchiude in sé e coltiva, pazientemente giorno dopo giorno, la speranza di una traccia di eternità da tramandare. Nonostante questo turbinare di viaggi extraeuropei, non abbiamo dimenticato chi si muove animato da grande passione anche nel nostro paese. E questa volta la nostra scelta si è fermata nell’hinterland milanese, in quel di San Donato Milanese dove Leo Bonazzoli ha dato vita a Zig Zag, negozio di dischi e non solo che, come soprannome meriterebbe di assumersi quello di “più libri, più dischi (il riferimento discografico è esclusivamente nostro), più libertà” (scusateci, ma in questo momento ci sfugge l’autore della frase). E il resto? Contorno. Ma non certo disprezzabile, anzi… Buona lettura, serene festività ed a rileggerci l’anno venturo.

 

Il Blues

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